"Incontriamo così lungo la storia del Tibet, le guerre assurde combattute dai monaci, le loro superstizioni, le violenze, la tortura “Ling chi” – la morte dei mille tagli (i tagli sono tutti piccoli, ma alla fine la persona muore) – decretata ai reciproci oppositori politici, le trame regali, i colpi di stato, gli intrighi, la spontanea sottomissione per secoli alla Mongolia e poi alla Cina pur di conservare il potere dei monasteri sulle popolazioni tibetane. E soprattutto il rifiuto di avvicinarsi a una modernità democratica." [L'Occidentale]












